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Aurinko on pesässä

Si pensa che il sole abbia due nidi dove riposare.
In finlandese l'espressione "aurinko on pesässä" (il sole è nel nido) viene usata per indicare i giorni dell'anno in cui il sole raggiunge il punto di declinazione massima e minima nel suo moto apparente lungo l'eclittica.
Ciò si verifica in coincidenza dei solsitizi ovvero durante i periodi dei giorni più corti (solstizio invernale) e di quelli più lunghi (solstizio estivo) dell'anno.
Pare che il nome derivi dal fatto che durante il solstizio estivo si creda che il sole si posi sul ramo dell'Albero del Mondo.
Il sole sosta nel suo nido per alcuni giorni. Per questa ragione i giorni vicini ai due solstizi vengono chiamati pesäpäivät (i giorni del nido o della tana).

Chissà se anche in italiano o in qualche dialetto esistono espressioni particolari per indicare i periodi dei solstizi.

Tomoli e maggese

Non si ricordano i giorni si ricordano gli attimi, scriveva Cesare Pavese. A me sempre più spesso capita di ricordare parole. Non interi discorsi, solo parole.
Riaffiorano a distanza di anni, come risvegliatesi dolcemente da un prolungato e quieto letargo. In questo spazio le chiamerò le parole della memoria.

Qualche giorno fa si sono palesate due parole collegate tra loro: maggese e tomolo.
Ricordo le corrispondenti versioni dialettali ricorrevano spesso nei discorsi degli adulti e di amici.
Prima ancora del significato ricordo il suono piacevole del termine maggese. In seguito ho imparato che anche i campi, così come gli uomini, hanno bisogno di riposare per riprendere vigore.

La rivelazione del mondo dei numeri e delle unità di misura non mi aiutò a fare luce sul valore esatto del tomolo. Era un concetto che sembrava risiedere nella fugacità di conversazioni di piazza piuttosto che tra le pagine dei libri.
Da una provincia all'altra spesso le unità di misura cambiavano.

Il tom…

Un nome finlandese per iPad e simili

Per pubblicizzare il lancio dell'applicazione per iPad, il maggiore quotidiano finlandese ha lanciato un concorso.
L'obiettivo è quello di trovare un termine finlandese (o che suoni tale) appropriato per la categoria dei tablet computer a cui anche l'iPad appartiene.
Tra i nomi in ballo ci sono tabletti (dall'inglese tablet), paneelitietokone oppure taulutietokone (da taulu tabella,tavola).
La prossima settimana la comunicazione del vincitore e del termine prescelto.
Il premio per colui che indicherà il termine scelto è, inutile dirlo, un iPad.

Aggiornamento gennaio 2011
Ha vito il termine sormitietokone (da sormi=dito e tietokone=elaboratore/computer).
Il nome più proposto è stato "lätty" seguito da altri termini quali läpykkä, läpyskä, lukuri, lukkari, pannari e täppäri.

Barbatrucco, gollonzo e altri neologismi

Scorrendo la lista di alcuni dei 1500 neologismi entrati nell'edizione 2011 dello Zingarelli sembra quasi fare un viaggio nel tempo e nella memoria.
Mi sarei aspettato che quasi tutti i termini fossero più o meno recenti. Invece non sono pochi quelli che sono in giro da molti anni, cha hanno fatto più "gavetta".
Basti pensare a parole come barbatrucco, pinocchietto, gollonzo.

Chi non ricorda infatti il tormentone "resta di stucco, è un barbatrucco"?
La formula ricorreva spesso nella serie francese di cartoni animati dei Barbapapà con il significato di "espediente ingegnoso, abile stratagemma".

Risale invece agli novanta la nascita di gollonzo ad opera della Gialappa's Band. Il gollonzo è un gol ridicolo, fortunoso.

Nella lista dei neologismi pare ce ne siano molti legati alle specialità gastronomiche regionali come la nduja calabrese, la cartellata pugliese e i friarielli napoletani.

Tra i più recenti si trova cinecocomero in opposizione ai cinepa…

Da oikein a OK

La settimana scorsa su Lessico e Nuvole viene segnalata una curiosa (e poco verosimile) versione finlandese sulle origini del termine OK.
Secondo tale versione il termine sarebbe stato esportato dagli emigrati finlandesi concentrati nel nord degli Stati Uniti agli inizi del XX secolo.
Gran parte delle fonti non accennano minimamente agli emigrati finlandesi e ne fanno risalire invece l'origine alla metà del XIX secolo.
L'avverbio oikein deriva da oikea (giusto, onesto, lecito, destro, diritto). Pare che il termine sia comune a molte lingue del gruppo linguistico ugrofinnico. Già nel XVI secolo oikea veniva usato da Agricola con il significato opposto a sinistro, falso, errato.

Opals, dink, nimby e le altre

Trovo interessante il processo di evoluzione del linguaggio. La genesi, lo sviluppo e talvolta il declino di una parola.
Negli anni ho notato un aumento di forme abbreviate, acronimi (prevalentemente inglesi) poi diventati parole indipendenti che vivono di vita propria tanto da perdere, apparentemente, ogni contatto con le origini.

Quella più datata che mi viene ora in mente è yuppie da Young Urban Professional con la quale a partire dagli anni '80 viene indicato un giovane professionista rampante.
Tra quelle che mi capita di leggere sempre più spesso ci sono SUV (Sport Utility Vehicle), nimby (Not In My Back Yard) e dink (Double Income No Kids).

Negli annunci di lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione è molto frequente l'uso del termine horeca (Hotel Restaurant Café oppure anche Catering).
Recentemente ho riscontrato anche l'uso della parola opals. Non si tratta in questo caso di pietre preziose né tanto meno del soprannome della nazionale di pallacanestro fem…

Svedese facile

Non conosco lo svedese e quindi non saprei dire se sia una lingua facile o meno da imparare.
In rete ho trovato un paio di bei video che presentano con umorismo alcune curiosità della lingua svedese. I video sono per un pubblico americano pertanto sono in inglese.



Se vi è piaciuto passate alla seconda lezione.

Dottare

Secondo i vecchi dizionari dottare significa aver paura, dubitare, sospettare, temere. Il verbo deriverebbe dal provenzale doptar,duptar ovvero dubitare.
Ne consegue il termine dotta (pronunciato con la "o" aperta) che significa paura, sospetto, timore o anche dubbio.
In uno dei canti dell'Inferno, Dante scrive:
Allor temetti più che mai la morte,
E non v'era mestier più che la dotta,
S'i' non avessi visto le ritorte
Con il termine dotta (con la "o" chiusa) si intendeva una parte di otta ovvero di ora e più generalmente una parte di tempo.


Il Tommaseo-Bellini riporta una serie di locuzioni legate a dotta.
a dotta: all'ora e al tempo determinato e prefissato;rimettere le dotte: recuperare il tempo perduto;mala dotta: cattivo stato di cose;a tua dotta, a sua dotta: a tuo (a suo) beneplacito o anche tuo/suo tempo, all'ora che ti/gli pare più opportuna.

Coniugazione dei verbi nel finlandese parlato

Nei corsi di finlandese per stranieri si insegna che i verbi possono essere suddivisi in 6 categoria. Ogni tipo ha un modello di coniugazione diverso.
A parte qualche eccezione, la suddivisione in gruppi risulta essere di grande aiuto nella fase iniziale di apprendimento della lingua.
Le cose si complicano quando si passa ad un registro colloquiale vicino al linguaggio parlato quotidianamente o presente nei testi delle canzoni di musica leggera.

Prendiamo per esempio il presente del verbo sapere, in finlandese tietää.

kirjakielipuhekieliminä tiedänmä tiiä(n)/tiedä(n)sinä tiedätsä tiiät/tiedäthän tietääse tietääme tiedämmeme tiietää(n)/tiedetää(n)te tiedättete tiiätte/tiedättehe tietävätne tietää
Per il presente del verbo tarvita (aver bisogno) mi capita di sentire due forme colloquiali diverse

kirjakielipuhekielipuhekieliminä tarvitsenmä tarvii(n)mä tarttensinä tarvitsetsä tarviitsä tarttethän tarvitseese tarviise tartteeme tarvitsemmeme tarvitaa(n)me tarttetaa(n)te tarvitsettete tarvii…

Attronimi finlandesi

In finlandese si dice "nimi on enne". Presso gli antichi Romani si ripeteva nomen omen ovvero il nome è un presagio.

L'articolo sugli attronimi pubblicato su Terminologia etc mi ha offerto uno spunto per cercare alcuni attronimi finlandesi.

Tra quelli conosciuti troviamo Arno Kasvi (pianta) che lavora come giardiniere.
Potrebbe essere considerato un attronimo quello relativo Jyrki Kasvi politico e parlamentare finlandese dei Verdi.

Nella carta stampata c'era il giornalista Leo Lehdistö (stampa).

Presenta le previsioni del tempo sun un canale televisivo il meteorologo Pekka Pouta.
In finlandese pouta indica il tempo asciutto,secco ideale per attività all'aria aperta.

Sempre in campo scientifico troviamo Juhani Lokki (gabbiano), biologo, docente universitario, autore di diverse pubblicazioni sui volatili finlandesi e il botanico Seppo Vuokko (anemone).

Altri esempi in questo articolo di Aamulehti.

Come si chiamano gli abitanti di Minkiö?

1) I cittadini di Lieto sono felici?
2) Come si chiamano gli abitanti di Minkiö?
3) Come sono gli uomini di Polso?
4) E le donne di Kaarina?
4) Ci si accoccola a Kokkola?
5) Sapevate che Babbo Natale abita non lontano da Pisa?
6) Come si chiamano gli abitanti di Piikkiö?
7) Cosa ci fa un Somero in Finlendia?

Errori di lingua più comuni nei dialetti meridionali

Era questo il titolo di un libro pubblicato quasi un secolo fa. Delle brevi letture indirizzate agli alunni delle scuole inferiori del Mezzogiorno.
Nella prefazione l'autore scrive:

Non è questa una di quelle raccolte di modi errati che, al pari dei dizionari dialettali, i ragazzi amano poco e non consultano mai: ma sì bene un'esposizione semplice e ragionata dei più comuni errori in una forma così varia, che io penso debba adescare facilmente i giovanetti ai quali è indirizzata.
Chi ha esperienza della scuola, sa che gli alunni rifuggono da ogni studio che sia prettamente grammaticale come da cosa fredda, che non parla affatto alla loro fantasia.

Scorrendo l'elenco delle letture è evidente che molti degli errori segnalati sono ancora oggi diffusi e in qualche caso anche utilizzati nei messaggi promozionali per pubbilicizzare prodotti tipicamente italiani.

Per esempio l'autore sottolinea che sono errate espressioni come tengo fame, tiene molti danari, tengo sonno, tengo…

Mente aperta e dewarismo

Oggi mi è tornato in mente un famoso aforisma attribuito a Thomas Dewar che recita:
Minds are like parachutes: they only function when they're open
Imprenditore di successo, Tommy Dewar pensò bene di promuovere il whisky di produzione propria attraverso un giro del mondo che in due anni avrebbe toccato 26 paesi.
Sembra che il viaggio fosse motivato anche da problemi di salute. Le impressioni e i resoconti del viaggio sono stati raccolti nel libro A Ramble Round the Globe.
L'idea del viaggio si rivelò vincente. Quello che fino ad allora era una distilleria a produzione locale, cominciò ad affermarsi anche al di fuori dei confini scozzesi.

Tommy Dewar ha anche raccolto una serie di massime e pensieri che stanno alla base della sua filosofia di vita nota come Dewarism(o).

Secondo il pensiero dewarista il successo non si ottiene necessariamente con il duro lavoro. Non si deve mai tornare sui propri passi lungo la strada per il successo. Si può arretrare di qualche passo, fare una so…

Caratare

Questa volta tocca al verbo caratare, pesare con i carati.

Il vocabolario Treccani riporta due definizioni alla voce caratare.
La prima,usata in ambito scientifico, recita:
esaminare un metallo per stabilire quanti carati di metallo puro contiene ogni onciaL'altra, in disuso, fa riferimento alla stima il valore dei beni ai fini fiscali.
Tornando indietro nel tempo si scopre che caratare una persona significava esaminarla minutamente per giudicarla.
Caratare era usato anche nell'accezione di criticare, tagliare i panni addosso a qualcuno.

I numeri nel finlandese parlato

Nei corsi di finlandese insegnano solitamente la lingua ufficiale detta kirjakieli.
Come accade per altre lingue anche il finlandese parlato (puhekieli) si differenzia sensibilmente dalla lingua ufficiale.
Non c'è da stupirsi che anche per nozioni di base quali i pronomi personali, numeri, coniugazione dei verbi suonino diversi rispetto a quelli studiati sui libri.

Consideriamo per esempio i numeri cardinali da 1 a 10.

kirjakielipuhekieliyksiykskaksikakskolmekolmeneljäneljäviisiviiskuusikuusseitsemänseittemä(n)/seiskakahdeksankaheksa(n)/kasiyhdeksänyheksä(n)/ysikymmenenkymmene(n)/kymmpi
Incrementando le decine si ha per esempio kakskytviis in luogo di kaksikymmentäviisi (25), viiskytseittemä in luogo di viisikymmentäseitsemän (57).

A queste si aggiungono alcune varianti legate ai dialetti locali.

Se siete ad un corso di ballo potrà capitarvi di sentire qualcosa del tipo "yy kaa koo, yy kaa koo" (un due tre, un due tre). Fa riferimento ad una pronuncia dei numeri ancora p…

Berlingare

Secondo il classico ordine alfabetico siamo alla seconda tappa del viaggio alla ricerca della parole perdute.

Alla voce berlingare viene riportata la seguente definizione:

ciarlare , cinguettare , avendo ben pieno il ventre , ed essendo ben riscaldato dal vino
In un opera del Varchi sulla natura del volgare toscano si legge:

Ma che vuol dire berlingare? Questo è verbo più delle donne, che degli uomini; e significa ciarlare, cinguettare, e tattamellare, e massimamente quando altri avendo pieno lo stefano, e la trippa ec. è riscaldato dal vino.
Il berlingatore (o berlinghiere) è colui che berlinga, un chiacchierone.

Il verbo sembra riconducibile alla festa berlingaccio ovvero l'ultimo giovedì del Carnevale, il giovedì grasso, in cui si festeggia e mangia molto. Il dolce tradizionale della festa è il berlingozzo. Berlingaccino è invece il giovedì che precede il giovedì grasso.

Affrittellare

Comincia oggi un viaggio alla ricerca delle parole italiane obsolete, perdute nel tempo o tra le pagine polverose di vocabolari dimenticati.

La rete come sempre è una miniera di informazioni. Il processo di recupero (salvataggio??) di parole in disuso è semplificato grazie alla presenza di banche dati di libri digitalizzati ed efficienti motori di ricerca.

Nel caso specifico, con l'aiuto di Cruscle ho recuperato la prima parola.
Si comincia dalla lettera "a" come affrittellare.
Le definizione trovata recita testualmente:

Dicesi propriamente del cuocer l'uova nell'olio intere intere nella padella, a foggia delle frittelle
Viene anche segnalato un ulteriore significato metaforico: uccidere a ghiado (oppure "a gladio") ovvero con un coltello o una spada (quasi a tradimento).

L'epressione "a ghiado" significa anche freddo eccessivo. Da qui il deriverebbe anche il verbo agghiadare nel senso di sentire o far sentire freddo eccessivo. Il medesimo …

La parola più bella

Se vi chiedessero di indicare la più bella parola della lingua italiana, quale scegliereste?

Puntereste su quella associata ad un ricordo felice o ad un significato positivo? Oppure puntereste al solo discorso fonetico?

Nel 2007, nell'ambito delle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Mikael Agricola, fu indetto un concorso per eleggere la parola finlandese più bella.

A dimostrazione che tutto il mondo è paese lo scettro della parola più amata è andata nettamente ad äiti (mamma,madre).
Tra le prime dieci posizioni figuravano anche: rakkaus (amore), rakas (amato/a), kiitos (grazie), lumi (neve), kaunis (bello/a), kulta (tesoro,oro), usva (bruma), aamu (mattino/a),koti (casa).

In buona posizione si era classificata anche una famosa e diffusa parolaccia locale. Pochissimi voti aveva invece raccolto la parola papà/padre (isä,isi).

Anni fa nel Regno Unito fu lanciato concorso simile e anche allora pare che avesse raccolto più voti la parole mother.

Probabilmente anche in…

Shabby chic

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Dopo aver letto questo articolo sull'abuso delle parole inglesi nella lingua italiana, mi sono ricordato del cartello (in svedese) nella foto scattata in un paesino sulla costa occidentale finlandese.
Evidentemente lo stile (e il termine) shabby chic è di moda anche da queste parti.

Cappelli e pellicce invernali

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Con il primo bagno stagionale, generalmente all'arrivo dell'estate, i finlandesi si disfano della "pelliccia invernale" (talviturkki) o del "cappello di pelliccia" (karvahattu) tipo colbacco.

Trovo che l'espressione idiomatica renda perfettamente l'idea del primo bagno in un lago o uno specchio d'acqua naturale qualsiasi, dopo il lungo freddo e buio inverno nordico.

Ne conoscete di equivalenti in italiano o in altre lingue?

Quiz linguistici #2

Secondo appuntamento con alcuni quiz tratti da appunti sul mio taccuino.

Domanda #1
Al Comune di Helsinki è stato suggerito di reclutare "lokkipoliisi" per il periodo estivo.
Cosa è e di cosa si dovrebbe occupare la lokkipoliisi?

Domanda #2
Cosa è un lipari?

Domanda #3
Quale nome di un famoso personaggio finlandese si cela dietro il seguente anagramma?
haikein kartano

Digilettore

Da uno dei blog del Kotus è stato lanciato un concorso per coniare un termine finlandese per il lettore digitale di libri elettronici (in inglese ebook reader).
Tra i termini proposti (per ora) il mio preferito è elukka, derivato da "e-kirjojen lukulaite" (dispositivo di lettura di libri elettronici).

Non mi risulta invece che ci sia un termine specifico in italiano.
Ho notato che sono utilizzati prevalentemente termini come lettore di e-book oppure e-reader.
Ho provato pertanto a pensare ad un nome italiano appropriato. I primi venutimi in mente sono digibibliolettore, digilettore, bibliolettore.
Nessuno di questi però mi convince.

Orecchio di topo

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Koivut ovat  hiirenkorvalla.

Sui rami delle betulle sono comparse le prime foglioline.
In finlandese si usa l'espressione "hiirenkorvalla" per indicare questo specifico periodo.
Il nome è dovuto alla forma ad "orecchio di topo" (hiiri topo, korva orecchio) delle piccole foglie.

Di spazzaneve e altri abbinamenti

Tempo fa una coppia di amici finlandesi mi ha fatto notare una particolarità legata ad un abbinamento di nomi finlandesi.
Solitamente un finlandese all'anagrafe risulta avere due nomi, talvolta anche tre.
Con gli amici si parlava in particolare di due nomi femminili: Aura e Lumi.
Il primo deriva da Aurora, l'altro significa neve. Per esempio da lumi deriva anche il nome Lumikki (Biancaneve) che è anche usato in finlandese come nome femminile (140 bambine degli ultimi 10 anni sono state registrate con questo nome).

Aura ha diversi riferimenti nella lingua finlandese. Per esempio si chiama Aura il fiume che attraversa Turku.
Nella lingua finlandese il termine aura assume diversi significati. A quelli già presenti nella lingua italiana (campo di energia, sintomi di emicrania) si aggiunge in significato di aratro.

Tutto questa lunga (e forse inutile) premessa per dire che Aura e Lumi sono cosiderati bei nomi (se presi separatamente).
Cosa accade se però li abbinate?

Avrete Lumi Au…

Linguaggio in movimento

Ho trovato in rete alcuni video legati al progetto Language on the Move che forniscono un piccolo frasario di sopravvivenza per linguaggi nordici e baltici.
Per ora sono stati pubblicati lituano, estone, finlandese, danese e svedese.
Pur se non si conoscono le lingue in questione, è facile notare la vicinanza a livello fonetico e sintattico tra svedese e danese oppure tra estone e finlandese.

Nube di cenere

Se si dovesse scegliere una parola ricorrente, un termine da prima pagina, la scelta di questa settimana ricadrebbe senza dubbio sulla nuvola di cenere (tuhkapilvi) del vulcano islandese.
In finlandese ci sono due termini per indicare un vulcano: tulivuori (lett. montagna di fuoco) di uso comune e vulkaani usato in ambito geologico.
La cenere dunque si chiama tuhka. Alcuni esempi di parole composte sono tuhkakeskiviikko (mercoledì delle ceneri), tuhkakivi (tufo??), tuhkarokko (morbillo), tuhkakuppi (posacenere), tuhkaluukku (apertura per rimuovere la cenere dal camino).

Da tuhka derivano tuhkata (cremare), tuhkaus (cremazione) e l'espressione palaa tuhkaksi (essere ridotto in cenere).

Tra i termini in lingua italiana derivati da cenere c'è cenerata, ceneroso (sparso di cenere), cenerone oppure lavori estinti da tempo come il cenerandolo.

Non dare importanza

Mentre leggevo un articolo mi sono imbattuto nell'espressione antaa piutpaut. Non mi risultava che termine piutpaut significasse qualcosa quindi ho provato a fare qualche piccola ricerca.
E' venuto fuori che questa frase idiomatica si trova anche nella forma antaa piupaut ed usata colloquialmente con il significato di "non dare importanza a, non badare a".

Per esempio

yleensä annan piutpaut ääliöille

in genere non do importanza ai cretini
Non penso che il verbo antaa (dare) nel caso specifico possa essere utilizzato nella forma negativa .
Un'altra locuzione usata per esprimere lo stesso significato è antaa palttua.
In particolare annan palttua koko asialle può essere tradotta con l'espressione italiana "non me ne importa un tubo" (e simili).

Lurkare e scannare

Ho trovato interessante la lettura di un articolo sugli effetti nella lingua italiani dei termini scanner e lurker.
Nell'articolo si fa notare come i dubbi sulla corretta traduzione del verbo scan (nel senso di acquisire dati con uno scanner) non siano stati ancora chiariti pur essendo passati anni dal'introduzione del dispositivo nel mercato.

Scandire, scannerare, scannerizzare, scansionare, scansire e l'ironico scannare sono i termini usati in misure e contesti diversi.
In un intervervento sul sito dell'Accademia della Crusca viene suggerito un approccio flessibile di massima libertà.
Personalmente sono più propenso ad utilizzare scannerizzare o scansionare con una maggiore preferenza per il primo.
In finlandese mi risulta che sia usato il verbo skannata mentre scanner è tradotto con skanneri o kuvanlukija (lettore di immagine).

Non mi soddisfa invece il termine spiatore proposta per lurker. In inglese originariamente il verbo lurk significa "appostarsi con inten…

Kuokkavieras

Su HS di oggi leggevo il seguente titolo: "Laura Lepistö kuokkavieraana aasialaisbileissä".
L'articolo raccontava dell'ottima prestazione della pattinatrice finlandese ai mondiali di Torino. La Lepistö si era piazzata al terzo posto davanti alla coreana (vincitrice delle recenti olimpiadi) e alle spalle di altre due pattinatrici di origine asiatica.
In qualche modo si sarebbe presentata come un ospite non invitato (kuokkavieras) alla festa asiatica (aasialaisbileet).

Nel mio dizionario kuokkavieras viene tradotto con scroccone.
Mi sembra però che nel contesto del titolo renda meglio il termine imbucato ovvero una persona che partecipa ad un festa oppure ad una manifestazione senza essere stato invitato.
Kuokkavieras è una parola composta formata da kuokka (zappa) e vieras (estraneo,ospite).
Immagino che in italiano esistano molti singolari regionalismi per indicare gli imbucati che si presentano alle feste per scroccare qualcosa. Ne conoscete qualcuno?

Conquistando q…

Paparazzi e cronaca gialla

Paparazzo è sicuramente uno degli eponimi italiani più conosciuti e diffusi anche nelle altre lingue.
Come è noto il paparazzo è un fotoreporter sempre a caccia di foto sensazionali, specialmente per giornali di scandalistici o di cronaca rosa.
Il nome dello sconosciuto personaggio de La dolce vita ha presto trovato spazio tra le pagine di dizionari di diversi angoli di mondo diventanto un termine di uso comune.
Anche sui giornali finlandesi mi è capitato di leggere il termine paparazzi (plurale paparazzit). Le loro foto sono spesso acquistate dalla stampa gialla (keltainen lehdistö) ovvero dai giornali scandalistici. Il termine è mutuato dall'inglese yellow press.

Sebbene con toni e modalità diverse tra loro, i giornali scandalistici finlandesi più popolari sono Katso, 7 päivää e giornali pomeridiani come Iltasanomat e Iltalehti.

Visto che non ci sono edicole vere è proprie, trovate questi giornali un pò ovunque specialmente davanti alle casse dei supermercati evidenziati da appa…

Armonia vocalica

Il primo passo nel percorso di apprendimento della lingua finlandese è rappresentato dal concetto di armonia vocalica (vokaalisointu o vokaaliharmonia).
Nell'alfabeto finlandese sono usate otto vocali: a, e, i, o, u, y, ä, ö.
In realtà ci sarebbe anche la å ovvero la "a svedese" che compare però solo nelle parole svedesi.
Le vocali finlandesi sono suddivise in tre gruppi: vocali posteriori(a, o, u), vocali anteriori (ä, ö, y) e vocali neutrali (e, i).

Le combinazioni valide di vocali in una parola sono:
a, o, u + e, iä, ö, y + e, iNon si troverà mai nella stessa parola la combinazione a, o, u + ä, ö, y.

Se notate che per alcuni termini la regola non viene rispettata sicuramente siete in presenza di una parola composta, di una parola di origine straniera o gergale.
Delle eccezioni riguardano parole come merta o verta rispettivamente forme partitive di meri (mare) e veri (sangue).

Esempi di parole composte che sembrano non rispettare la regola sono iltapäivä, heinäkuu, min…

Vetturini informatici

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Tempo fa leggendo un manuale finlandese di un portatile mi sono imbattuto nel termine ajuri.
Nel piccolo dizionario cartaceo che avevo a disposizione il termine ajuri veniva tradotto con "vetturino".
Cosa ci fa un vetturino in un manuale per computer?
In realtà si trattava del driver.

A differenza dell'italiano e di altre lingue europee, nella lingua finlandese per diversi dispositivi informatici ed elettronici sono utilizzati termini in lingua locale.
Tra i più comuni comuni si ricordano mouse (hiiri), computer (tietokone), hard disk (kovalevy), scanner (kuvanlukija,skanneri).
In realtà per alcuni di questi termini la lingua italiana offre valide (ma poco usate) alternative. Per esempio elaboratore in luogo di computer, disco fisso o disco rigido invece di hard disk.

Un altro dispositivo che si sta diffondendo rapidamente è la chiavetta modem USB (detta anche chiavetta internet).
In finlandese tecnico il nome sarebbe "USB-modeemi" (modem USB) ma dal punto di …

Dizionario calcistico: i ruoli

Guardando su Yle per alcuni minuti la gara di Champions League tra Chelsea e Inter mi sono ricordato che avevo cominciato a stilare un minidizionario di termini calcistici/sportivi finlandesi. I mondiali sudafricani si avvicinano.

Si comincia dai ruoli.

Porta (Maali)
portiere=maalivahti
In Stadin slangi viene chiamato con nomi diversi: veskari, veräjänvartija, molari, kassari, byyrari, rysäri, reppuri.

Difesa (Puolustus)
difensore=puolustaja
terzino destro=oikea puolustaja
terzino sinistro=vasen puolustaja
stopper=toppari

Centrocampo (Keskikenttä)
centrompista=keskikenttäpelaaja
incontrista=estäjä,rikkoja
ala destra=oikea laita
ala sinistra=vasen laita
fantasista=pelimies
regista=pelintekijä
il numero 10=kymppipelaaja
centrocampista alto (offensivo)=ylempikeskikenttä
centrocampista basso (difensivo)=alempikeskikenttä

Attacco (Hyökkäys)
attaccante=hyökkääjä,tutkapari
centravanti=keskushyökkääjä
punta=kärki

Altri termini usati per indicare i calciatori che giocano in attacco sono sentteri

Quiz linguistici #1

Spesso mi annoto termini che trovo insoliti e curiosi. Rientrano in questo calderone termini peculiari di lingua parlata, neologismi, arcaismi o semplicemente parole legate a suoni o ricordi particolari.
Ciò vale per tutte le lingue che incrocio ed in modo specifico per l'inglese, il finlandese e ovviamente l'italiano.

Ultimamente cerco di arricchire nei modi più disparati il mio vocabolario di parole finlandesi (purtroppo ancora molto scarno).
A tal proposito trovo utile ogni tanto provare a giocare con lingua.
Ecco dunque un paio di semplici domande.
Le risposte tra una settimana.

Domanda #1
Su un giornale finlandese mi è capitato di leggere il titolo:

Un "iglukuski" può essere multato
.

A cosa esattamente si riferiva l'autore dell'articolo con il termine "iglukuski"?



Domanda #2
nero-pero-poro-puro-puri-pari-peri-ceri

Nella catena di parole c'è qualche intruso. Di quale/i si tratta? Per quale motivo?

Scapoli e zitelle

In generale tutte le produzioni televisive straniere trasmesse in Finlandia sono trasmesse in lingua originale e sottotitolate in finlandese.
Di solito viene tradotto il nome dei film e degli spettacoli con risultati talvolta curiosi.
Un esempio è fornito dal format americano "The Bachelor".
Il termine "bachelor" significa "scapolo" in inglese. Il titolo finlandese del reality è "Unelmien poikamies" (lo scapolo dei sogni).
Pur essendo un'unica parola, trovo curioso che "poikamies" sono riconoscibili le parole "poika" (ragazzo) e "mies" (uomo).
Quasi a volere sottolineare che si tratta di un "uomo eternamente ragazzo" (per scelta o per caso).

Dello stesso format esiste anche una versione al femminile chiamata "The Bachelorette". Mi risulta che la parola "bachelorette" si possa tradurre con il termine zitella.
Per il finlandese è stato utilizzato "Unelmien poikamiestyttö", …

Il dito senza nome

In finlandese se qualcuno qualcuno è negato per lavori manuali oppure svolge un lavoro maldestramente si dice che ha il "pollice nel centro del palmo" (peukalo keskellä kämmentä).
Il dito protagonista di questo spazio non è però il pollice. Non è l'indice (etusormi), non è il medio (keskisormi) e neppure il mignolo (pikkusormi o anche pikkurilli).
Non resta che l'anulare. Nella lingua finlandese l'anulare si chiama "nimeton", ovvero "senza nome".

Sul relativo articolo Wikipedia leggo che i nomi con cui l'anulare viene chiamato nelle diverse culture sono accomunati dalla comune credenza che sia un dito magico.
Sembra che in culture come quella giapponese e coreana l'anulare sia chiamato "dito medico" in quanto fonte di poteri magici e curativi.
In molti linguaggi europei viene chiamato "anulare, il dito dell'anello" perchè associato agli anelli magici. Secondo una antica credenza per l'anulare sinistro passa …

Inaugurazione del cortile

Benventuti nel mio cortile!!!
Kielipiha in italiano si potrebbe tradurre con "cortile della lingua".

Alla voce cortile il dizionario riporta:
spazio scoperto racchiuso tra vari edifici e destinato a dare aria e luce alle stanze interne
Nei cortili finlandesi si gioca, si chiacchiera, si battono tappeti, si coltivano fiori (ortaggi frutta e bacche), si organizzano barbecue.

In questo cortile virtuale ci sarà spazio per curiosità linguistiche e brevi riflessioni legate in modo particolare (ma non solo) alla lingua italiana e finlandese.

Leonardo Da Vinci scriveva:

I’ho tanti vocavoli nella mia lingua materna, ch’io m’ho più tosto da dolere del bene intendere delle cose, che del mancamento delle parole, colle quali io possa bene espriemere il concetto della mente mia.
Alla mia lingua materna ne ho aggiunte un altro paio (per ora).
Chissà che minestrone ne verrà fuori!!